Storia delle alterazioni musicali
Abstract
I simboli adoperati negli spartiti per modificare leggermente l'altezza di una nota sono conosciuti: il diesis (♯) per innalzarla, il bemolle (♭) per abbassarla e il bequadro (♮) per riportarla alla sua altezza normale. Prima di tutto si dà l'etimologia di questi nomi, poi si mostra che le convenzioni seguite in passato sono molto diverse da quelle attualmente in vigore, specie nel caso delle alterazioni doppie. Inoltre, le alterazioni presentano interessanti problemi tipografici perché esistono diverse convenzioni con significati precisi: alterazioni a sinistra della nota (con o senza parentesi) o sopra. I simboli per le alterazioni adoperati nella musica classica o popolare sono compresi in Unicode, così come lo sono alcuni simboli usati per i microintervalli, per esempio quelli per i quarti di tono. Dal nostro punto di vista, la selezione operata da Unicode è discutibile. Al fine di chiarire la situazione, si mostrano le alterazioni maggiormente adoperate per i microintervalli nella musique orientale e nella musica contemporanea. Quest'articolo richiede di saper leggere la musica a un livello appena elementare.Dowloads
Pubblicato
2018-04-01
Fascicolo
Sezione
Articoli